Dal momento dell’implementazione del Piano prefetture nuova generazione, non è più possibile presentare un dossier di carta di circolazione allo sportello di una prefettura. Il cambio di intestatario del certificato di immatricolazione avviene ora tramite il sito dell’ANTS o attraverso un professionista abilitato.
Le postazioni digitali installate in alcune prefetture servono esclusivamente ad assistere gli utenti nella compilazione online, non a ricevere documenti cartacei. Questo quadro modifica il modo in cui i documenti giustificativi vengono preparati e trasmessi.
Termine legale e certificato provvisorio di immatricolazione
L’acquirente di un veicolo usato ha un mese dalla data di cessione per effettuare la sua richiesta. Trascorso questo termine, rischia una contravvenzione. Questo punto è spesso relegato alla fine dell’articolo, mentre condiziona tutto il resto del dossier.
Durante l’istruttoria della richiesta, l’ANTS rilascia un certificato provvisorio di immatricolazione (CPI) che autorizza la circolazione del veicolo per un mese. Questo documento è scaricabile direttamente dal conto ANTS dell’utente. Non sostituisce la carta di circolazione definitiva, ma consente di circolare legalmente in attesa della ricezione per posta.
La procedura di cambio di carta di circolazione in prefettura richiede quindi di anticipare: raccogliere i documenti prima della firma del certificato di cessione evita di perdere giorni su un termine già ristretto.

Certificato di situazione amministrativa: il documento che gli acquirenti dimenticano
Il certificato di situazione amministrativa, comunemente chiamato certificato di non gravame, deve essere datato meno di quindici giorni al momento della cessione. Attesta che il veicolo non è gravato né da un vincolo, né da un’opposizione, né da una procedura di furto.
È compito del venditore fornirlo. Può scaricarlo gratuitamente dal sito dell’ANTS o tramite il portale Histovec. L’acquirente ha interesse a verificarlo personalmente prima di firmare qualsiasi cosa.
Un veicolo gravato può essere venduto, ma il vincolo deve essere rimosso prima di qualsiasi richiesta di cambio di intestatario. Se il certificato di situazione amministrativa menziona un vincolo attivo, la richiesta di immatricolazione sarà bloccata. I riscontri sul campo divergono sulla rapidità di rimozione di un vincolo presso gli enti finanziari: alcuni trattano la richiesta in pochi giorni, altri in diverse settimane.
Dossier di immatricolazione veicolo usato: i documenti da digitalizzare
Tutti i documenti devono essere trasmessi in forma digitalizzata (scan o foto leggibile). Un documento sfocato o troncato comporta il rifiuto del dossier e allunga la procedura. Ecco i documenti richiesti per un cambio di intestatario classico tra privati:
- La carta di circolazione originale barrata dall’ex proprietario, con la dicitura “venduto il” seguita dalla data, dall’ora e dalla sua firma. Se il veicolo ha più intestatari, ciascuno deve firmare.
- Il certificato di cessione (cerfa 15776) compilato e firmato dal venditore e dall’acquirente. È necessario conservarne almeno due esemplari originali.
- La richiesta di certificato di immatricolazione (cerfa 13750), firmata dal nuovo intestatario.
- Un documento di identità in corso di validità (carta d’identità nazionale, passaporto o permesso di soggiorno).
- Un documento di residenza di meno di sei mesi (bolletta, avviso di imposizione, ricevuta di affitto).
- Una copia della patente di guida del nuovo intestatario, corrispondente alla categoria del veicolo.
- L’attestato di assicurazione del veicolo a nome del nuovo proprietario.
Controllo tecnico: quando è richiesto
Il rapporto di controllo tecnico è richiesto solo se il veicolo ha più di quattro anni. Deve essere datato meno di sei mesi al momento della richiesta, o meno di due mesi se è stata prescritta una controvisita.
Per i veicoli di meno di quattro anni, non è necessario alcun controllo tecnico. I veicoli da collezione e alcuni veicoli agricoli sono soggetti a regole specifiche che non sono coperte dalla procedura standard.
Casi particolari che complicano il dossier di immatricolazione
Cotitolari sulla nuova carta di circolazione
Se il veicolo è acquistato da una coppia o da più persone, ciascun cotitolare deve fornire un documento di identità. Solo il titolare principale fornisce un documento di residenza. Tuttavia, ciascun cotitolare firma la richiesta di certificato di immatricolazione.
Veicolo acquistato da un professionista
Quando il venditore è un meccanico o un rivenditore di automobili, il certificato di cessione riporta il timbro e il numero SIRET del professionista. Il mandato di immatricolazione è spesso firmato a favore del garage, che effettua la procedura per conto dell’acquirente. In questo caso, un mandato di immatricolazione originale firmato dall’acquirente si aggiunge al dossier.
Veicolo importato o mai immatricolato in Francia
La prima immatricolazione di un veicolo importato richiede documenti aggiuntivi: quietanza fiscale rilasciata dalle finanze pubbliche, certificato di conformità europeo e, per i veicoli extra UE, un verbale di ricezione a titolo isolato rilasciato dalla DREAL. I dati disponibili non consentono di elencare tutti i casi, poiché ogni paese di origine può imporre formalità di radiazione diverse.

Il rifiuto di un dossier di immatricolazione deriva per lo più da un documento mancante o mal compilato, non da un problema di fondo. Verificare la data del certificato di situazione amministrativa, assicurarsi che la carta di circolazione sia correttamente barrata e firmata, digitalizzare ogni documento per intero: questi semplici accorgimenti sono sufficienti per evitare andirivieni con l’ANTS e rispettare il termine di un mese imposto dopo l’acquisto.



