Una coppia firma un compromesso per un appartamento classificato F nel DPE. Sei mesi dopo, scopre che il bene non potrà più essere affittato a partire dal 2028 senza lavori di ristrutturazione energetica pesanti. Il finanziamento era solido, il quartiere piaceva, ma questa restrizione normativa cambia tutta l’equazione. Si osserva un aumento di questo tipo di situazioni da quando il calendario di divieto di affitto delle case inefficienti dal punto di vista energetico è applicato concretamente.
Realizzare un progetto immobiliare oggi non significa più solo trovare il bene giusto al prezzo giusto. Significa integrare parametri normativi, finanziari ed energetici che cambiano rapidamente.
DPE e divieto di affitto: il criterio che molti sottovalutano in un acquisto immobiliare
Dal 1° gennaio 2025, gli alloggi classificati G nel diagnostic di prestazione energetica non possono più essere oggetto di nuovi contratti di affitto. Le classi F seguiranno nel 2028, poi le E nel 2034. I contratti in corso non vengono automaticamente interrotti, ma tutti i nuovi contratti sono soggetti a questi limiti.
Concretamente, se si acquista un bene per metterlo in affitto, è necessario verificare la sua classe energetica prima ancora di parlare di finanziamento. Un appartamento classificato F acquistato nel 2026 lascia meno di due anni per effettuare i lavori necessari prima della scadenza normativa.
Per un acquisto come abitazione principale, la restrizione è diversa ma non neutra. Un bene energivoro perde valore alla rivendita se il successivo acquirente considera l’affitto. Si raccomanda sistematicamente di budgetizzare un importo per i lavori fin dalla pianificazione del finanziamento, anche quando il bene sembra abitabile nello stato attuale. Risorse specializzate come la pagina principale di Expertise Maison consentono di strutturare questa riflessione fin dalle prime ricerche.

PTZ ampliato nel 2026: condizioni reali e limiti del dispositivo di finanziamento
Il prestito a tasso zero è stato ampliato: ora copre l’acquisto di un appartamento o di una casa nuova su tutto il territorio, a condizione di rispettare i requisiti di reddito. Il dispositivo si applica alle offerte di prestito emesse fino al 31 dicembre 2027, secondo le informazioni pubblicate da Médicis Immobilier Neuf nel settembre 2026.
Il PTZ finanzia solo una parte dell’acquisto. Completa un prestito principale e non esime da un contributo o da una capacità di indebitamento sufficiente. È quindi necessario calcolare prima il proprio tasso di indebitamento globale prima di contare su questo aiuto.
Un punto di attenzione: alcune dichiarazioni politiche menzionano un’estensione del PTZ oltre il 2027 e un’apertura ai giovani genitori. Queste misure non sono ancora state registrate nei testi. Integrare aiuti non ancora approvati in un piano di finanziamento è un rischio reale. Si fa riferimento ai dispositivi applicabili al momento della firma dell’offerta di prestito.
Verificare la propria idoneità al PTZ prima di cercare un bene
L’ordine logico è convalidare la propria idoneità al PTZ e la propria capacità di indebitamento prima di iniziare le visite. I pareri variano su questo punto: alcuni mediatori consigliano di cercare in parallelo, ma si osserva che gli acquirenti che conoscono il proprio budget preciso negoziano meglio e perdono meno tempo su beni fuori budget.
Struttura finanziaria di un progetto immobiliare: le voci che si dimenticano
Il prezzo esposto di un bene rappresenta solo una parte del costo reale. Ecco le voci frequentemente sottovalutate durante la pianificazione di un progetto di acquisto:
- Le spese notarili, che rappresentano una parte significativa del prezzo nel mercato dell’usato, molto più che nel nuovo
- Il costo della garanzia del prestito (ipoteca o cauzione), raramente integrato nelle prime simulazioni online
- I lavori di adeguamento energetico, diventati quasi sistematici sui beni classificati E, F o G
- Le spese condominiali, il cui importo reale non è sempre chiaramente indicato negli annunci
Un budget realistico include tutte queste voci fin dalla prima simulazione. Si vedono regolarmente progetti bloccarsi dopo il compromesso perché l’acquirente scopre una discrepanza tra il prezzo del bene e il costo totale dell’operazione.

Tasso di indebitamento e resto da vivere: due indicatori complementari
Le banche applicano generalmente un tetto al tasso di indebitamento. Ma questo rapporto non dice tutto. Il resto da vivere, cioè la somma disponibile dopo il pagamento delle rate e delle spese fisse, determina la capacità reale di assorbire un imprevisto (lavori urgenti, aumento delle spese, periodo senza inquilino in caso di investimento).
Si consiglia di calcolare entrambi prima di ogni incontro bancario. Un dossier che presenta chiaramente questi elementi ottiene risposte più rapide e spesso condizioni migliori.
Scegliere tra usato e nuovo: ciò che cambia davvero sul campo
Il dibattito tra usato e nuovo si riassume spesso nel prezzo al metro quadrato. Sul campo, la differenza si gioca altrove.
Nel nuovo, si beneficia di spese notarili ridotte, garanzie del costruttore e di una conformità energetica fin dall’inizio. In compenso, i tempi di consegna si allungano e la posizione è raramente in centro.
Nell’usato, si accede a località più varie e a prezzi di ingresso talvolta più bassi. Ma il costo di adeguamento energetico può assorbire la differenza di prezzo con il nuovo, soprattutto sui beni classificati F o G. Si sono visti acquirenti spendere tanto in lavori quanto in contributo iniziale.
- Nuovo: garanzia decennale, conformità DPE, spese notarili ridotte, ma tempi lunghi e scelta di posizione limitata
- Usato: posizione, fascino, disponibilità immediata, ma lavori potenziali e rischio di deprezzamento alla rivendita se il DPE è negativo
- Usato ristrutturato: compromesso interessante se i lavori sono stati eseguiti con materiali conformi e un DPE recente post-lavori
L’audit energetico prima dell’offerta d’acquisto
Richiedere un audit energetico dettagliato prima di formulare un’offerta consente di quantificare precisamente i lavori necessari. Il DPE da solo fornisce una classe, ma non un preventivo. L’audit identifica le voci prioritarie (isolamento, sistema di riscaldamento, ventilazione) e il loro costo stimato, alimentando direttamente il piano di finanziamento.
Il mercato immobiliare nel 2026 premia gli acquirenti che padroneggiano sia il proprio budget finanziario che le restrizioni normative legate alla prestazione energetica. Un progetto ben strutturato integra il PTZ quando è applicabile, anticipa le scadenze del calendario DPE e quantifica i lavori prima della firma. È su questi tre assi che oggi si gioca la differenza tra un acquisto subito e un acquisto controllato.



