Il gatto domestico è un carnivoro stretto la cui fisiologia, comportamento territoriale e bisogni nutrizionali rimangono vicini a quelli dei suoi antenati selvatici. Comprendere questi meccanismi permette di adattare concretamente il suo ambiente, la sua alimentazione e il suo monitoraggio veterinario.
Divieto di vendita nei negozi di animali: cosa cambia per adottare un gatto
Dal 1 gennaio 2024, la vendita e la cessione gratuita di gatti nei negozi di animali sono vietate in Francia. Questa evoluzione normativa, ancora poco riportata nelle guide generali, modifica profondamente il percorso di acquisizione di un felino.
Le uniche vie legali rimangono l’allevatore registrato, il rifugio o l’associazione di protezione animale. Ogni cessione deve essere accompagnata da un certificato di impegno e conoscenza, firmato almeno sette giorni prima dell’adozione effettiva.
L’estate del 2026 illustra bene questa nuova situazione: i rifugi della SPA hanno registrato un aumento di circa il 20% degli animali raccolti rispetto al 2025, con i gatti che rappresentano la maggioranza degli ingressi. Nel contempo, le adozioni sono aumentate di circa il 18%, il che riduce la durata di soggiorno nel rifugio e diversifica i profili dei gatti disponibili. Per approfondire le particolarità di questa specie, i gatti su AlmAnimal costituiscono una risorsa complementare utile.

Comportamento territoriale del gatto: marcatura e zone di vita
Il gatto struttura il suo spazio in tre zone distinte: il luogo di riposo (spesso in alto), la zona di alimentazione e la zona di eliminazione. Queste tre zone devono essere fisicamente separate, altrimenti compaiono rapidamente disturbi comportamentali.
Marcatura urinaria e marcatura facciale
La marcatura urinaria, spesso confusa con la sporcizia, è un segnale territoriale. Il gatto proietta urina su superfici verticali per delimitare il suo perimetro. Questo comportamento riguarda soprattutto i maschi non sterilizzati, ma può verificarsi in qualsiasi gatto in situazione di stress.
La marcatura facciale funziona in modo diverso. Il gatto deposita feromoni calmanti strofinando le guance contro i mobili, le pareti o le gambe dei suoi coabitanti. Un gatto che non pratica più questa marcatura facciale nel suo ambiente abituale esprime spesso un malessere.
Cohabitazione tra gatti
Contrariamente al cane, il gatto non è un animale sociale obbligatorio. La coabitazione tra due felini nello stesso alloggio richiede risorse raddoppiate:
- Una lettiera per gatto, più una aggiuntiva (la regola “n+1” applicata dai veterinari comportamentalisti)
- Punti d’acqua e di cibo distinti, distanziati di almeno un metro
- Accessi in alto indipendenti (albero per gatti, mensole) affinché ogni animale possa isolarsi
Forzare la vicinanza tra due gatti che non si sono scelti genera stress cronico, identificabile da un eccessivo toilettamento, graffi o minzioni fuori dalla lettiera.
Alimentazione del gatto: proteine animali e frazionamento
Il gatto è un carnivoro stretto. Il suo organismo non sintetizza la taurina né alcuni acidi grassi, che deve quindi trovare nel suo cibo. Una dieta povera di proteine animali provoca, a lungo termine, cardiomiopatie e disturbi retinici.
Il frazionamento dei pasti riproduce il ritmo naturale di caccia. Un gatto consuma spontaneamente tra dieci e quindici piccoli pasti al giorno. Le crocchette lasciate in libero servizio sono adatte alla maggior parte dei gatti, poiché regolano il loro apporto alimentare, a differenza del cane.
Un gatto in sovrappeso fa eccezione a questa regola. Il razionamento deve quindi essere supervisionato da un veterinario, con una transizione alimentare graduale su due o tre settimane per evitare la lipidosi epatica, una patologia grave legata a un digiuno troppo brusco nel felino.

Segnali di stress nel gatto: riconoscere i comportamenti anomali
I segnali di stress felino sono spesso discreti, il che ritarda l’intervento. Quattro comportamenti meritano particolare attenzione:
- Leccamento compulsivo, che provoca zone di alopecia simmetriche sull’addome o sulle zampe posteriori
- La scomparsa prolungata sotto un mobile o in alto, oltre la semplice siesta
- L’aggressività diretta: il gatto attacca un coabitante (umano o animale) dopo essere stato stimolato da un elemento esterno inaccessibile (uccello dietro il vetro, rumore)
- La sporcizia improvvisa in un gatto precedentemente pulito, che segnala un disagio fisico o un conflitto territoriale
Un cambiamento di ambiente, anche minore (spostamento di un mobile, arrivo di un nuovo coabitante, lavori nel vicinato), può scatenare queste reazioni. Uno studio recente sull’adattamento dei gatti a un nuovo ambiente sottolinea l’importanza di offrire un letto chiuso di tipo rifugio e un accesso in alto fin dalle prime ore.
Sterilizzazione e identificazione: obblighi legali in Francia
L’identificazione tramite microchip è obbligatoria per ogni gatto di oltre sette mesi. La sterilizzazione, invece, non è ancora imposta ai privati a livello nazionale, sebbene il Senato abbia messo in luce il numero di 11 milioni di gatti randagi in Francia, rilanciando il dibattito su un obbligo generalizzato.
Alcuni comuni e intercomunalità hanno già istituito ordinanze che rendono obbligatoria la sterilizzazione sul loro territorio. Alcuni enti locali offrono campagne di sterilizzazione gratuita o a tariffa ridotta per i gatti dei privati, in collaborazione con cliniche veterinarie locali.
La sterilizzazione riduce significativamente la marcatura urinaria, le fughe legate ai calori e le risse tra maschi. Riduce anche il rischio di tumori mammari nella gatta e elimina il rischio di piometra, un’infezione uterina potenzialmente mortale.
Adottare un gatto nel 2026 implica navigare in un quadro normativo più rigoroso rispetto a qualche anno fa. Il divieto di vendita nei negozi di animali, la pressione sui rifugi e le discussioni sulla sterilizzazione obbligatoria ridisegnano concretamente la relazione tra i proprietari e i loro felini.



